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(Parigi, 24-VII-1803; ivi, 3-V-1856)
Per inquadrarlo pensate al balletto Giselle e sopratutto a Minuit chrétiens (1847) che fa tanto Natale insieme ai carols tradizionali di origine anglosassone. Il papà era professore al conservatorio ma non voleva fare di lui un musicista. Finì che ci andò ad insegnare in quel conservatorio parigino,  una volta morto l’amato babbo. Da musicista per hobby a compositore di professione. Per di più divenne direttore del Teatro Nazionale e si dedicò alla scoperta dei giovani talenti musicali. Legge del contrappasso... Operista, autore di balletti, orchestratore e trascrittore, autore di musica sacra con messe e mottetti, fu anche critico musicale. Lo descrivono come un malinconico. Per questo e per non disturbare, lo trovarono morto nel sonno una mattina. La sera prima era a teatro per ascoltare un’opera. Sua? (G.N.V.)
(S.Severino Marche, 1539 ca. - Roma 16-VIII-1575)

Durante la sua vita di compositore apparvero in stampa, pubblicati a Venezia, due libri di Madrigali a 5 e 6 voci. Sono difficilmente rintracciabili le notizie sulla sua vita: intorno al 1562 appare il suo nome nell'elenco dei coristi della Cappella Sistina e l'anno successivo risulta maestro di Cappella in S. Giovanni in Laterano. (gnv)
Nata a Bergamo, Simonetta Agazzi si è brillantemente diplomata in pianoforte presso il conservatorio "A. Campiani" di Mantova nel 1994, guidata dalla prof.ssa Tina Ferraresi Pezzotta.
Nel 2011 ha conseguito il diploma in Composizione al Civico Istituto Musicale "G.Donizetti" di Bergamo.
Nello stesso istituto  ha inoltre seguito corsi d'organo tenuti dal M. Diego Passera.
Nel 2001/2002 ha seguito il corso di approfondimento della tecnica compositiva all'Istituto "G:Donizetti".
Elabora arrangiamenti musicali per brani vocali e strumentali.
Da anni collabora come pianista e organista; insegna pianoforte, armonia,storia della musica, teoria e solfeggio presso l'Associazione musicale "Milleunanota" di cui è cofondatrice, preparando gli allievi agli esami di conservatorio.

(Saragozza, 15-VIII-1561; ivi, 16-XII-1627)
Sacerdote e organista prima a Huesca e poi nel duomo della  sua città natale a partire dal 1603 fino alla morte. Esecutore e compositore popolare presso le comunità di riferimento, fu anche esperto di organologia e curatore della costruzione di nuovi strumenti. Scrissero di lui: “I suoi Magnificat riscossero un tale successo a quei tempi che ancor oggi si possono trovare nelle cantorie spagnole e hanno continuato ad essere cantati per molto tempo soprattutto in Aragona e Navarra. Sono scritti sui temi del cantus planus e rivelano una maestria consumata, dotata di grande potenza di invenzione. Malgrado la straordinaria varietà di sviluppi e l’impiego dei più sottili artifici contrappuntistici, la concezione generale è sempre subordinata alle intenzioni del testo  liturgico, il che testimonia della piena fedeltà alle antiche tradizioni spagnole”. (Guy Bourligueux)
(Sciaffusa, 16-I-1917; Orselina, 31-III-2004)

Sacerdote della diocesi di Lugano dove riceve la sua ordinazione nel 1941.
Amico di Eugène Cardine consegue a Roma il magistero in Musica Sacra. E’ stato una dei più grandi gregorianisti a livello internazionale. Chiamato in Vaticano, si è occupato della riforma dl Messale Romano nel post-Concilio, della riforma del “Graduale Simplex” e del “Graduale Romanum”. Fondatore della “Nova Schola Gregoriana” ha formato i migliori greorianisti italiani  (tra cui Rampi, Turco, Milanese, Albarosa. Cansani) ed esteri. Dal 1956 era parroco ad Orselina, un piccolo paese del Canton Ticino, dove si spense ad 87 anni d’età.
(Mulhausen, 1625 – ivi, 1673)

La sua città natale di distinse per scelte politiche tese a difendere l’autonomia civica e culturale del borgo stesso. Egli ne fu il borgomastro, innestandosi su un tessuto culturale in cui poeti, scrittori, stampatori e musicisti, davano vita a manifestazioni e intraprese di rilievo. Radicata nella “Riforma”, la musica faceva sentire il “cantus” del corale luterano in un alveo di armonica semplicità, quasi a difesa del nuovo dettato liturgico e, comunque, con il consenso di tutta la comunità. Fu in quest’ambito che Ahle vergò la sua musica vocale e le sue pagine d’organo per la chiesa di S.Biagio a partire dal 1564. Sono noti i suoi corali e le sue variazioni spesso sulle note lunghe del canto arricchite da brevi imitazioni o da contrappunti articolati con giudizio. Troviamo anche versetti sul “Magnificat” e sugli inni “Lux beata Trinitas” e “Vita sanctorum”. Con un punto interrogativo, gli viene attribuita una “Toccata in re”.
(Saint_Germain-en- Laye, 3-II-1911; presso Samur, 20-VI-1940)

La guerra era appena iniziata.Un soldato tedesco gli sparò in pieno petto presso una casetta bianca a Petit-Puy, appena fuori Samur. Alain era in una missione di collegamento. Forse non ebbe il tempo di sentire il frusciare della Loira che scorreva vicino o non riuscì a pensare ai tre bambini che a casa lo aspettavano, piccolissimi e nati dal matrimonio con Madeleine Payant, sposata nel 1935. Lui non aveva che 29 anni. A casa lo aspettavano anche  il padre Albert, organista e compositore, la sorella Marie Claire che aveva quattro anni e che sarebbe diventata una delle più grandi interpreti bachiane in Europa, il fratello Olivier che sarebbe diventato organista e grande musicologo, la sorella Marie-Odile, pianista e soprano. E a casa c’erano le sue composizioni, i manoscritti di un corpus musicale che in pochi anni aveva già preso la sua forma e assunto la sua cifra stilistica. Alain aveva avuto una grande scuola: Dukas e Dupré, Roger-Ducasse,  Cassaude e Bloch. E aveva una predisposizione naturale alla composizione che gli permise di vergare pagine in varietà di forme, con un linguaggio originalissimo in merito a ritmo, modalità, armonia. Se le “Litanies” sono la sua immagine di artista non sono da considerarsi meno valide le piccole pagine d’organo ripiene di finezza di sentimenti e di raffinata cultura. Alain era un fiore sbocciato imprevedibilmente nel panorama della musica organistica e risultò un fiore troppo presto reciso. Non c’era solo la musica per organo nel suo progetto di vita. Era già stata scritta musica vocale tra cui alcune messe, alcune danze per orchestra, musica da camera per strumenti a fiato, pezzi per pianoforte. Il tutto in un tempo breve, vissuto intensamente nell’amore e nella fantasia. E vissuto anche all’organo della Chiesa di St-Nicholas a Maison-Lafitte, vicino a Parigi, dove fu titolare dal 1935 al 1939. (gnv)


(Crema, 6-XII-1880; Milano, 27-VI-1954)
Organista titolare nella Prepositurale di S. Alessandro nonché direttore d’orchestra, si rivelò un buon maestro di canto. Fu uno dei primi collaboratori della “Sorgente Musicale Carrara” che ospitò alcune sue composizioni organistiche di taglio liturgico e alcuni mottetti per piccolo organico o voce solista.
(Klosterneuburg, 3-II-1736; Vienna. 7-III-1809)

Musicista “di dottrina”. Fu il maestro di Beethoven ed ebbe la stima di Mozart che lo ascoltava a Vienna  al convento carmelitano.  Wolfgang non fece in tempo ad ascoltarlo in S.Stefano dove prese l’incarico di maestro di cappella nel 1792. Le sue musiche organistiche sono spesso formate da un robusto contrappunto che ne esalta il solenne rigore dell’incedere mentre di gradevole concezione viennese sono le musiche strumentali, le sue sinfonie e la sua musica da camera, opere che “nascondono” il teorico e l’autore di trattati di composizione. Curiosi i suoi concerti per orchestra dedicati allo scacciapensieri e alla “mandora” dove affiora l’originalità e la cultura del maestro capace anche di concertare alche con il trombone, strumento certamente raro rispetto alle regole canoniche del tempo.
(Londra,1715 - Lichfield,1806)

Dottorato in musica ad Oxford e poi una carriera di organista prima a Londra poi in altre importanti città inglesi. Produsse un buon numero di brani per la liturgia anglicana e una ancor più copiosa produzione cembalistica. Il figlio John junior (1740-1791),, organista a Newark sul Trent,  seguì le orme paterne eccellendo nelle “voluntaries” e nel canto sia profano che sacro.
Organista e compositore, è nato a Lecco nel 1984. Laureato con lode in organo e composizione organistica, ha studiato con Gianluca Cesana e Ivana Valotti. Ha frequentato il corso superiore di Composizione Principale col maestro Danilo Lorenzini, del quale è stato assistente collaboratore nell’insegnamento di armonia, contrappunto e fuga.
Svolge attività concertistica, come solista e come accompagnatore, collaborando con l’Accademia Corale di Lecco, il Quartetto Romantico di Lecco, il Coro San Giorgio di Acquate in Lecco ed il coro gospel Siyahamba di Ballabio.
E’ autore di varie composizioni per organo, pianoforte, diversi gruppi da camera, e di vari brani sacri di musica vocale, tra cui cinque messe ed il mottetto “Veni Sancte Spiritus”, eseguito in prima assoluta a Monaco di Baviera nel luglio 2011 dal Coro San Giorgio di Acquate in Lecco.
Altri suoi lavori sono stati eseguiti dal LaRiS Trio di Milano e dal Quartetto Romantico di Lecco.
È organista titolare e maestro del coro presso la Parrocchia del Sacro Cuore a Bonacina di Lecco, e organista collaboratore presso la Cappella del Sacro Cuore dell’Ospedale “A. Manzoni” della stessa città.
(Bologna, 8/VI/1671- ivi, 8/II/1607)

Un musicista di successo. Le sue opere, le sue arie da bel canto, le sue sinfonie per trombe e archi dai vigorosi blocchi sonori contrapposti, le sue sonate da chiesa stampate e circolate in Europa,  farebbero intendere una vita artisticamente facile. Invece beveva, conduceva una vita disordinata che finì miseramente in un canale di Bologna. Morto annegato al porto del Canale Navile della sua città. Era stato membro della Accademia Filarmonica e ne era stato “principe” nel 1702. Fu anche maestro di cappella onorario del duca di Mantova e maestro dell’Accademia dello Spirito Santo in Ferrara.
(Roma, 1582; ivi, 1652)

Gli è bastato un “Miserere” per passare alla storia. Un solo brano.
Infatti chi canta più la sua messa “In lectulo meo”? O le sue “Lamentationes”? Ci ha pensato Mozart a consegnarlo ai posteri riscrivendo a memoria il suo brano più noto che decorava gli uffici della settimana santa in S. Pietro. Una vita da cantore sotto la protezione di Urbano VIII e due anni come maestro “pro tempore” alla Cappella Sistina, dal 1650 al 1652, anno della sua morte caduta alla tre antimeridiane del 17 febbraio di quell’anno.
Era stato educato in casa dei fratelli Nanino dove albergavano fanciulli cantori che sarebbero diventati maestri di valore come Antonio Cifra, Simone Huguet e forse Orazio Benevoli. Le esecuzioni del suo “Miserere”, soggette a variazioni, diminuzioni, cadenze ed effetti espressivi, rimasero il sigillo della sua fortuna e della memoria dei posteri a fronte di una vita invero modesta e ricordata per una “singolar bontà di costumi”.
(1604-1670)
Conosciuto forse più con l'epiteto "Piacenza", attinente alla città dove svolse in sostanza tutto il suo operato.
Nominato Maestro di Cappella della Cattedrale, mantenne questo incarico dal 1652 al 1670.
La sua attività si allargò anche ad altre chiese.
Si mise in luce nell'ambiente musicale piacentino nel carnevale del 1644, quando fu eseguito il suo balletto "Le Ninfe del Po". Oltre questo lavoro fece pubblicare molte composizioni sacre.

Psicologa - psicoterapeuta infantile nei servizi per l'età evolutiva del Servizio Sanitario Nazionale.
Attualmente opera in libera professione ed è docente del Master in Psichoanalitic Observational Studies della University of East London. 
(Gonnessa, Cagliari 18-V-1925: Iglesias, Cagliari 31-III-1985)
Canonico e maestro di cappella della cattedrale di Iglesias (Sardegna). Formatosi con Alessandro Esposito, Rodolfo Cicionesi e Amerigo Bortone, ha scritto musica liturgica di stile tradizionale per lo più a cappella e in lingua latina.
(Napoli 29-I-1745; Noto, 17-X-1820)

Studente al Conservatorio di Napoli sotto la guida di Durante ebbe tra i compagni di studi Paisiello. Le sue prime opere, prima della conclusione degli studi (si veda il "Passio di S. Giovanni"), lo mettono immediatamente in luce fino ad ottenere il trasferimento a Maestro di Cappella presso il Duomo di Noto in Sicilia dove soggiornò fino alla morte.
Fu musicista colto, buon cembalista ed esperto didatta. Le sue opere organistiche, ritrovate dalla moderna ricerca musicologica, mostrano un chiaro disegno di scrittura e una melodicità tipica della scuola napoletana da cui proveniva.
Fu membro dell'Accademia dei Trasformati. (gnv)
(Loreto, 14-X-1868; Pisa 17-I-1935)
Si diplomò in composizione al Conservatorio di Pesaro nel 1889 e si trasferì a Trento, dove rimase 8 anni come organista e direttore di Banda. Fu per qualche tempo organista anche alla corte imperiale di Vienna e nel 1898 soggiornò pure a Roma.
Nel 1901 vinse il concorso a maestro di cappella nella Primaziale di Pisa, e vi rimase fino alla morte; presiedeva la commissione giudicatrice Lorenzo Perosi.
L’editore Carrara lo annoverò tra i primissimi suoi collaboratori. Fu premiato in parecchi concorsi, anche all’estero, e per meriti artistici fu nominato membro onorario delle Accademie di Bologna e di Firenze e Cavaliere della Corona d’Italia.
Amatucci fu un pioniere della riforma e la sua musica liturgica fu tra le prime a portare il sigillo del rinnovamento: quindi apprezzata e ricercata
(Francoforte, 4-VI-1808; ivi, 17-IV-1880)
Fu il classico organista di chiesa compositore di brani per la liturgia e trascrittore di molte pagine a quattro mani per pianoforte tratte da numerose opere di Mozart. Sua una “Praktische Orgelschule” molto in uso in vita l’autore. Ma la storia che sta attorno a questo compositore è straordinaria per lo spessore della famiglia formata tutta da musicisti e imprenditori della musica. Il capostipite Johann André nacque nel 1741 e ereditò una seteria ben avviata dal padre. A questa attività associò una attività di stamperia musicale essendo egli un discreto compositore. Siamo nel 1774 a Offenbach. Da quel momento la casa editrice vide uno sviluppo industriale di notevole importanza arrivando in quegli anni a oltre 1200 opere di catalogo. Alla direzione dell’impresa si succedettero pianisti e violinisti di famiglia: uno di loro acquistò da Costanze Weber Mozart il catalogo dei manoscritti del marito. Altri aprirono l’importante filiale di Francoforte nell’Ottocento allargando vieppiù la attività. La seconda guerra mondiale vide distrutta l’azienda che ebbe però la forza di ripartire. E oggi qualcuno potrà constatare il marchio André di Offenbach ancora operativo sul mercato. (g.n.v.)
(Haarlem, Olanda 25-X-1887; Amsterdam 29-III-1964)
Cominciò a studiare musica in famiglia e continuò al Conservatorio di Amsterdam, diplomandosi in composizione, pianoforte e organo. Divenne presto uno dei più importanti compositori e concertisti olandesi, ben noto ed eseguito anche in Italia.
Durante la sua brillante carriera occupò i seguenti posti: dal 1916 al 1934 fu organista nella chiesa di S. Giuseppe ad Haarlem; dal 1934 al 1949 organista alla cattedrale cattolica di Utrecht e direttore del locale Conservatorio; dal 1930 al 1954 professore di composizione al Conservatorio di Amsterdam; dal 1949 al 1958 direttore del Conservatorio reale dell’Aia e dal 1954 al 1963 professore di musicologia all’Università cattolica di Nimega.
Ha scritto una dozzina di Messe ed altri pezzi di musica sacra vocale (Te Deum, Magnificat, Mottetti...), con l’organo o con l’orchestra
Ignoto il luogo di nascita , appare a Trieste nel 1784 in un concorso per tenore della Cappella Civica, dove fu assunto nel 1785. Lo troviamo quindi Maestro al cembalo del Teatro San Pietro (1791) e assai più tardi (1823-35), organista nella primitiva chiesa di Sant'Antonio Nuovo ed in quella di San Pietro.
Alcune sue musiche si trovano nell'Archivio del Duomo di Capodistria (Sonate a 4 mani, Concerto in do per organo e orchestra), mentre un numero più consistente è custodito nell'Archivio del Duomo di Palmanova.
(Roma, 1560 ca.; ivi 27-IX-1614)

Fece parte di un'importante famiglia di polifonisti e di strumentisti. Infatti i fratelli Maurizio (tromba), Bernardino (cornetto) e Giovanni Francesco (compositore) fecero corona alla sua attività di compositore che ebbe l'onore di succedere al Palestrina come compositore alla Cappella Pontificia.
Fu allievo di Nanino in S. Maria Maggiore quale fanciullo cantore prima di trasferirsi alla Cappella Giulia sotto la direzione di Palestrina.
Nel 1585 fu nominato Maestro di Cappella al Collegio degli Inglesi e nel 1589 presso la Compagnia de Musici di Roma.
Può essere descritto come il compositore che prepara il passaggio della pura polifonia al più dolce e facile stile del primo seicento. Le sue composizioni, spesso ancora manoscritte, spaziano daimadrigali ai concerti spirituali a inni sacri e cantici. (gnv)
(Taggia, Imperia, 5-IV-1727; Roma, ?, 1797)

Allievo a Napoli di Durante, prosegue i suoi studi con Piccinni e con Sacchini. Esordisce a Roma con “La serva spiritosa” messa in scena nel1763. Ebbe notorietà a Parigi e a Londra dove il successo delle sue opere gli ottenne la direzione del King’s Theatre. Col declinare del successo, superato da nuovi stili di composizione, ripiegò sul posto di maestro di cappella in S.Giovanni in Laterano, sostituendo Casali nel luglio 1792.

(1549-1624)
Organaro e organista, fece parte di una gloriosa stirpe di costruttori d’organo. Allievo di Contino e di Cavazioni, lascia oltre che monumentali opere organarie, anche libri di madrigali a quattro voci, “sacrae cantiones”, messe e mottetti insieme alla rinomata “Antenata, intavolatura di ricercari d’organo….”.Sua anche “L’Arte Organica” scritta in forma dialogica.
(Matelica, Macerata, 14-IX-1886; Roma 28-I-1960)
Compì studi classici presso i Monaci Silvestrini di Monte Fano; frequentò il Conservatorio musicale “S. Cecilia” e il Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma, sotto la guida dei maestri Storti, Dobici, Casimiri e Refice, conseguendo i diplomi di composizione, canto gregoriano e organo.
Nel 1924 veniva nominato primo organista della Basilica Liberiana di S. Maria Maggiore, dove si dimostrò apprezzato collaboratore del M° Refice; nel contempo, in qualità di vicedirettore coadiuvava il M° Boezi nella cappella Giulia di S. Pietro.
Per diversi anni tenne la cattedra di composizione e di direzione di coro presso il Conservatorio “S. Cecilia”. Alla morte del maestro Ernesto Boezi (1946), per voto del Capitolo, venne nominato direttore perpetuo della Cappella Giulia in Vaticano, rimanendovi fino al termine della vita.
L’amico e cantore della Cappella Giulia Gustavo Gravina disse del M° Antonelli e della sua arte: “I suoi sentimenti gli facevano concepire la musica sacra come una cosa bella, serena, spontanea, che volga l’anima a Dio con l’ingenuità e la confidenza di un bambino”.
Dottrina e spontaneità, e, quando occorreva, anche semplicità, in uno stile che sapeva unire alla tecnica severa e consumata, una nobile e sempre gradita linea melodica.
(1967)

Diplomato in Organo e Composizione Organistica, in Musica Corale e Direzione di Coro, laureato in Discipline della Musica all’Università di Bologna, nel 1993 sotto la guida di D. Roth ha conseguito un Premier Prix d’Excellence presso il CNM di Issy-les-Moulineaux (Parigi). Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali dal 1987 al 2000, tra i quali il 2° premio di Interpretazione al XVII Grand Prix de Chartres 2000 (unico italiano finalista nei 42 anni di storia del concorso).
Concertista nei maggiori festival organistici internazionali, ha al suo attivo registrazioni discografiche e pubblicazioni musicologiche.
Come compositore, ha scritto “Via crucis”, produzione multimediale su versi acrostici, ed è autore della trascrizione per organo a quattro mani della fiaba musicale “Pierino e il lupo” di Prokofiev pubblicata da Ricordi.
Ha tenuto corsi e seminari su molti aspetti della letteratura organistica e dell’interpretazione presso Conservatori e accademie italiane. È stato invitato come docente e lecturer alla Edinburgh Organ Academy (Ian Tomlin School of Music - Napier University), alla Göteborg International Organ Academy (School of Music - Göteborg University). Recentemente è stato invitato come relatore ai colloqui internazionali per il centenario della nascita di Jehan Alain (1911-1940) nella sua città natale.
Più volte membro di giuria in concorsi organistici internazionali (Toulouse, Opava, Borca di Cadore…) e per organici misti, dal 1994, a seguito di concorso nazionale a cattedre, è docente titolare di Organo e Composizione Organistica. Insegna al Conservatorio “Pedrollo” di Vicenza, dove dal 2005 è preside della scuola di Organo e dal 2010 è vicedirettore.
(Milano, 12-V-1924; Como, 7-X-2010)
Diplomatosi in Composizione Polifonica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano e in Organo e Composizione organistica al Conservatorio “Boito” di Parma è da considerarsi uno tra i concertisti e direttore di coro più vicini alla scuola di Luigi Picchi col quale ha collaborato per anni pubblicando nelle Riviste da lui dirette.
( ? – Milano, 1714)

Maestro di cappella del Duomo di Milano. Vinse il concorso del 1693, superando la concorrenza di Carlo Ambrogio Dell’Orto, di don Bartolomeo Castelli, maestro di cappella in S.Maria alla Scala e di don Andrea Piazzalla. Polifonista capace di complesse elaborazioni, lascia alla Veneranda Fabbrica del Duomo circa 180 opere formate da messe, mottetti, antifone e litanie. Si fa notare un “Dialogo della SS. Nunciata con gli Angeli e Nostro Signore”, a 8 voci.. Tra le rarità una “Sonata per violino” pubblicata nel 1680 nell’ “Antologia delle suonate a due violini con il basso continuo” (Bologna, Monti).
Nato a Bergamo nel 1947 ha, contemporaneamente agli studi classici e filosofici, effettuato quelli pianistici in Italia (Roma e Piacenza) per proseguirli a Londra e terminarli, con i diplomi di "Normale" e "Virtuosité", a Friburgo.
A Berna ha lavorato per vari anni con il Prof. Dr. Franz-Joseph Hirt ed ha seguito corsi di perfezionamento con Karl Engel.
Impegnato nell'insegnamento a Köniz, dove vive, continua un'attività regolare di concerti, soprattutto di musica da camera.
Durante la sua lunga collaborazione (13 anni) con il quartetto d'archi "Artichic" si è esibito praticamente in tutta Europa, specialmente in Germania ed Austria, ha partecipato a concerti in diretta alla Radio e alla Televisione, da collaborato alla produzione di numerosi CD.
Giovanissimo, ha iniziato a suonare l’organo nella liturgia. Contemporaneamente si è interessato al repertorio gregoriano ed al canto corale. Si dedica tuttora alla direzione di coro, alla composizione e rielaborazione di musiche corali. Per questa sua attività è stato anche più volte premiato.
(Siviglia, 1600 ca.; Narbonne, 1660 ca.)

Organista spagnolo che trovò il successo in Francia alla corte di Luigi XIII. Nella sua attività va segnalata anche quella di organaro e di collaudatore di organi. Alcuni documenti certi lo indicano attivo a Marsiglia e a Montpellier come collaudatore di nuovi strumenti e promotore commerciale della Ditta organaria Eustache.
Le sue composizioni, se si eccettuano alcune pagine sparse, sono tutte perdute.
(Digione, 17-III-1520 – Langres, 23-VII-1595)

Il suo vero nome fu Jehan Tabourot dal quale è tratto l’anagramma che consegna alla storia questo trattatista francese esperto di danza. Il suo trattato su questa arte particolare, contiene importanti spunti per la conoscenza dei passi delle danze più in voga al tempo tra cui l’allemanda, la pavana, la corrente, la moresca, e molte altre forme che pensate musicalmente andranno a formare per i secoli a venire le strutture melodico- contrappuntistiche delle suites dei grandi autori cembalo-organistici. Nel suo trattato compaiono inoltre arie e antiche melodie.

(1504-1568)

Fiammingo, probabilmente allievo di Josquin e di Verdelot a Firenze fra il 1520 e il 1530. Fu amico di Willaert  a Venezia dove stampò presso il Gardano alcuni volumi di madrigali a 4 voci che lo imposero all’attenzione dei circoli culturali dell’epoca. Fu quindi cantore alla Cappella Giulia di Roma  prima di passare come maestro di cappella alla corte di Carlo di Lorena e, con Carlo IX, “musicien du roy”. In possesso di un maturo linguaggio polifonico e di un unitario senso stilistico, morendo a Parigi non avrebbe mai immaginato di passare alla storia  prestando il suo nome ad una “Ave Maria” contraffatta. Infatti, il mottetto oggi in uso proviene da una chanson profana a tre voci il cui titolo è “Nous voyons que les hommes” pubblicata nel 1554. Un certo Pièrre-Louis Dietsch (1808-1865),
“rimpastò” la chanson a 4 voci apponendo il testo mariano e presentandola come una sua scoperta nel 1842. Un falso storico di grande successo anche per organisti- trascrittori del brano che perpetuarono, nei tempi a venire, la gloria di una curiosa bugia musicale. (gnv)

(?; Milano 1650)

Scarsissime le notizie su questo compositore attivo a Milano presso la Chiesa della Scala e S. Fedele. Non è certo fosse Maestro di Cappella di Corte.
Alcune antologie dell'epoca pubblicano mottetti e canzoni. Sua una raccolta di brani a più voci con basso per l'organo di carattere laudativo in onore di S. Carlo.
(Cagnola, Padova, 14-VII-1901; Padova, 17-XI-1978)
Diplomato in Organo come migliore allievo del suo corso, inizia da subito ad esprimere la propria creatività nella composizione organistica. Il suo primo incarico ufficiale è di organista titolare del Duomo di Conselve che mantiene fino al 1938 in concomitanza dell'investitura di Primo Organista al Santo di Padova con al finco Ciro Grassi nelle vesti di maestro di cappella. Su incarico del Vescovo di Padova si asseme anche l'onere di organizzare la “Scuola Ceciliana” con il compito principale di preparare gli organisti parrocchiali diocesani.
Diploma di Violino al conservatorio di Messina e, successivamente, il diploma anche in Viola al conservatorio “Perosi” di Campobasso. Intensa l’esperienza con orchestre sinfoniche nazionali ed internazionali e  con gruppi da camera. E ‘ docente di violino al Conservatorio “L.Refice di Frosinone”.
(1670-1699)

Compositore e organista, nato a Mülberg, non lontano da Gotha, sturiò musica e legge. In un momento della sua formazione musicale andoò a Erfurt per studiare con Johann Pachelbel e lavorò come organista in diverse chiese locali: Reglerkirche, Andreaskirche, and Kaufmannskirche.
Nonostante la sua brevissima vita la sua musica ebbe popolarità postuma. i suoi «Preludi-corali» si trovano in numerose copie manoscritte che cominciarono a girare per la Germania dopo la sua morte.
Degno di rilevanza il suo stile fugato e la tecnica imitativa particolarmente avanzata che si trova nel suo corale Allein Gott in der Höh and Es spricht der Unweisen Mund.
(Isola Vicentina, Vicenza, 9-X-1900; Vicenza, 11-VI-1984)
Insieme a mons. Ernesto Dalla Libera ha formato una folta schiera di allievi musicisti parrocchiali che operarono e operano nella diocesi vicentina. Studiò con Mozzi, Pedrollo, Fornasa e Viero prestando poi servizio organistico a Vicenza in S. Lorenzo, ai Carmini, ai Servi e alla Cattedrale. Compositore fecondo scrisse soprattutto per il coro (messe, vespri, mottetti, inni popolari, canti d’occasione per festività ed accademie) e una serie di fascicoli (tutti pubblicati) per l’accompagnamento al canto gregoriano con particolare riguardo alle messe. Suo il “Piccolo trattato d’armonia del Giovane Organista” dedicato a coloro che si avvicinavano al servizio liturgico per rendere più agevole l’armonizzazione del canto gregoriano e di ogni altro canto liturgico.

(Scheda tratta dal volume di Vessia-Rossi "Le Firme dell'Organo" - ediz. n.4677)
(Londra,1740-ivi, 1802)
Organista e compositore, fu essenzialmente uomo di musica per il teatro giungendo al successo con opere, pantomime, pasticci e commedie. Più austera la seconda parte della vita con l’incarico di direttore dell’Accademy Ancient Music e con la titolarità del prestigioso organo diWestminster. Curò una parte dell’edizione delle opere di Haendel e una antologia di musica sacra inglese.

(Bergamo 18-XII-1890; ivi 18-VI-1973)
Privato della vista per una grave malattia nella prima fanciullezza, venne educato nell’Istituto dei ciechi di Milano dove studiò pianoforte, organo, violino e composizione. Uscito dal collegio continuò privatamente lo studio del pianoforte, conseguendone il diploma. Ma non abbandonò l’organo, anzi, fatte le prime esperienze suonando in alcune chiese della città, a 25 anni venne nominato organista titolare della Cattedrale di Bergamo, dove rimase in carica praticamente fino alla morte.
Ha scritto 3 Messe a 3 e a 4 voci, diversi mottetti e un certo numero di pezzi per organo.
(sec. XV)

Trattatista e teorico proveniente dalla Francia scrisse un'interessante opera di sociologia musicale trattando delle categorie dei musicisti. Interessante lo studio che comprende la scala di coloro che hanno conoscenze di base musicali fino ai gradi più elevati con capacità di cantare modulando correttamente.
Scarsissima la produzione musicale conosciuta se si eccettua una composizione ritrovata nei libroni depositati presso la Veneranda Fabbrica della Cappella Musicale del Duomo di Milano
(Bologna, 1667 – ivi, 1717)

Studiò col padre Giulio Cesare e con Bernardo Pasquini a Roma dove risulta organista in S. Maria di Trastevere e maestro di cappella della collegiata di S.Lorenzo Martire in S.Oreste sul Monte Soratte.Tornato a Bologna tentò di sostituire il padre a S.Petronio senza riuscirci. Si accontentò del posto di organista di S.Pietro a Bologna incarico che tenne dal 1703 fino alla morte. Fu essenzialmente un compositore di oratori dei quali rimangono tracce manoscritte.
(Bologna, 26-II-1619- ivi, 17-VII-1701)

Organista in S.Petronio, la sua città natale. Chi si imbattesse nella lettura della sua vita, prima che sulle doti del musicista e compositore, leggerebbe una lunghissima disputa,  durata anni, tra lui e il suo maestro di cappella Maurizio Cazzati. Libelli. lettere e provocazioni si sprecano. Non c’era solo il litigio sul modo di condurre le parti di un mottetto ma anche il disaccordo sugli aspetti organizzativi che regolavano la vita della cappella musicale. Niente di nuovo, insomma, mentre la paciosa Bologna stava a guardare e ben considerava lo stile stringato e melodico del suo organista e  compositore. Si meritò di diventare maestro di cappella in S.Domenico. Fu tra i fondatori della “Accademia Filarmonica” e ne fu “principe” a più riprese. Il nemico Cazzati, intanto, si era già trasferito a Mantova. (gnv)
(Solarussa, Cagliari 27-IX-1891; Roma 22-II-1950)
Compì gli studi musicali (pianoforte, canto e composizione) nel Conservatorio di S. Pietro a Maiella in Napoli e, ancor giovane, insegnò nel Liceo “Beniamino Cesi” di Genova.
Si produsse come concertista di pianoforte e come direttore d’orchestra in Italia e all’estero; ma si dedicò con particolare predilezione all’attività corale attraverso la direzione della Società Bazzini di Brescia.
La sua produzione musicale, pertanto, si esercitò soprattutto nel campo della coralità profana, nel teatro e nell’accademia. Rimane celebre una sua “Preghiera degli zingari” a 3-4 voci maschili (edizione Carrara), piena di colore e di esotismo, ispirati forse dal ricordo della nativa Sardegna.
(25-VIII-1911;  7-12-1997)

Vinicio Carrara conservava tra le sue innumerevoli cartelle musicali, i pezzi organistici di questo sacerdote che scriveva per organo in uno stile ceciliano di trasparente serenità e facilità. Ordinato sacerdote nel febbraio del 1934, svolse la sua missione in Romagna. Fu cappellano a Santerno nell’anno stesso della sua ordinazione per poi passare fino al 1937 a S. Alberto nei pressi di Ravenna e come canonico del Duomo di Cervia successivamente.
Economo spirituale a Budrio, fu parroco di Camerlona nel ravennate dal 1953 al 1979. Dopo una ultima esperienza ancora a S.Alberto , si ritirò all’opera di Santa Teresa negli ultimi anni della sua vita. Lascia, oltre alle pagine musicali, saggi e libri di meditazione.
(Ventimiglia, Imperia, 1-XI-1850; ?, dopo il 193…)

Si perdono le tracce di questo organista subito dopo il suo abbandono dell’organo della protobasilica milanese dei SS. Apostoli e Nazaro dove fu titolare dal 1891 al 1919. Cieco dalla nascita aveva studiato Pianoforte con I. Manusardi e Organo con A. Bianchi presso l’Istituto dei Ciechi di Milano dove collaborò fino al 1917 come insegnante di pianoforte e come accompagnatore dei cori. Scrisse tre cantate, pezzi per violino e pianoforte e pianoforte solo, liriche e mottetti tra cui un “Sub tuum praesidium” per coro e organo.
(Spagna, sec. XVIII)

Lo stile di questo compositore si rifà alla scuola cembalistica spagnola caratterizzata da grande agilità negli Allegri di sonata e nel contrappunto ad imitazione della fuga.
Fu un Frate girolamita, probabilmente collocato nel Monastero di S. Gerolamo a Madrid dove ebbe l'incarico di organista risultando tra i più abili tastieristi spagnoli dell'epoca.
Casa Carrara ha pubblicato i pezzi di un raro manoscritto di versetti organistici custoditi alla Biblioteca Palatina di Parma. (gnv)
(Verona, 1532 – Venezia, 1609)

Polifonista e sperimentatore di una nuova policoralità attraverso l’uso del doppio coro (battente o spezzato) secondo l’informativa culturale dei due Gabrieli e di Adrian Willaert. Prima dell’esperienza veneziana fu attivo in varie sedi venete tra cui Vicenza dove ebbe l’incarico di maestro di cappella. Sacerdote, fu allievo di Vincenzo Ruffo. Ponderosa l’opera madrigalistica edita in quattro volumi vivente il compositore.

(Augusta, 20-III-1680; Madrid o Lisbona, ca. 1575)
Non fate troppe ricerche. Basta che conosciate il suo Stabat Mater di strepitoso successo fino a che non pervenne, all’umanità in ascolto, quello di Pergolesi. Buttò a mare evidenti qualità musicali con una vita da sparviero tra Roma, Milano, Napoli e Venezia. Fece anche il senatore a Palermo invece di scrivere musica. Lo etichettarono come “dilettante” anche se le sue cantate da camera fanno intravvedere un mestiere e una sapienza linguistica da ristudiare. Tra una avventura e l’altra sposa certa Emanuela Guzzardi nel 1717 per lasciarla nel 1721 con il bel fardello di tre figli. Profetico quindi il suo primo melodramma “La moglie nemica” scritto giovanissimo nel 1698. La sua ultima composizione è datata 1731. Poi il nulla sulla sua avventurosa vita trascorsa in terra iberica al punto che non sappiamo se andò a morire in Portogallo o in Spagna. Avventuriero del ‘700. Dilettante? (G.N.V.)
(Douai, 1494 ca. – Parigi 1552)

Editore. Si trasferì a Parigi dalla provincia per commerciare libri. Iniziò poi la sua carriera di stampatore pubblicando i libri liturgici per il capitolo di Noyon. Fino alla morte si dedicò all’attività editoriale lasciando un catalogo di 35 libri di chansons, 7 volumi di intavolature d’organo, 3 libri di messe e 2 di intavolature per liuto. Fino al 1549 fu l’unico stampatore parigino.

(Caen, 29-I-1782; Parigi, 13-V-1871)

A 11 anni scriveva già romanze e ballate e fu così che Cherubini lo prese sotto di sé al Conservatorio di Parigi. Ne sortì un musicista di successo, tutto francese per leggerezza, cantabilità, brio e chiarezza di prosa. Ebbe la ventura di avere un buon librettista come Eugène Scribe con il quale cominciò a collaborare dal 1822 conquistando le platee europee e fornendo al teatro musicale una cinquantina di opere. Abile e affascinante nei rapporti, fu direttore del conservatorio parigino e maestro della Cappella Imperiale di Napoleone III dal 1857 per cui scrisse anche musica di carattere religioso. Chi ama la filmografia d’epoca, ricorderà il gioiello comico di Stan Laurel e Oliver Hardy, protagonisti di “Fra Diavolo” (1933),  basato sull’omonima opera di Auber. Quasi immortale, per la voce di Tito Gobbi, l’impeto della chanson:

Quell’uom dal fiero aspetto
guardate sul cammino
lo stocco ed il moschetto
ha sempre a lui vicin.
Guardate un fiocco rosso
ei porta sul cappello
e di velluto indosso
ricchissimo il mantel.
Tremate! Fin dal sentir del tuono
dall’eco viene il suono.
“Diavolo, Diavolo, Diavolo!”.

(gnv)
(Menfi, Agrigento, 28-IX-1924; Palermo, 20-I-2002)
Nato a Menfi nel 1924, ha studiato privatamente con diversi maestri tra cui Esposito e Lizzi ed è stato organista e maestro di coro nella chiesa del Carmine in Sciacca. Dal 1980 è stato organista e direttore di coro nella Basilica La Magione di Palermo