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(Parigi, 3-VIII-1854 – Dordogne, 13-VIII-1928)

Crebbe in una famiglia musicale con una madre eccellente pianista. Studiò a Parigi con Guilmant, Saint-Saens e Dubois. Svolse una intensa attività editoriale ed insegnò armonia alla Schola Cantorum.Scrisse oratori e musica da camera ma restano nella memoria le sue pagine per organo spesso su temi gregoriani e comunque legate ai momenti liturgici. Tre messe, mottetti pagine corali a cappella, completano il catalogo di questo compositore dotato di uno stile personale e controllato.

(Sobeslav, 4-III-1931)

Compositore, didatta, animatore culturale della musica ceca, influenzato dagli studi musicologici da Eduard Herzog, ottiene il dottorato in Filosofia all’università di Praga e si dedica alla composizione.
La sua produzione è impressionate per quantità:non c’è ambito strumentale o vocale non toccato dal musicista. Si riscontra una suddivisione tra la pagina destinata all’ambito amatoriale e quella scritta per l’ambito della grande area professionale. Si potranno trovare lavori per orchestra, opere per pianoforte, organo, archi, strumenti a fiato in tutta la loro gamma, messe e mottetti, cantate, pagine per la percussione e per la fisarmonica. Interessanti la pagine organistiche accoppiate allo strumentale (tromba, corno, quartetto di fiati, violoncello, trombe e tromboni sempre “cum organo”). Fondamentale e cospicua la produzione per coro studiata in tutte le possibili strutture vocali sia nel sacro che nel popolare.

(Venezia, seconda metà se. XVI - ?)
Un altro di quei musicisti il cui curriculum potrebbe essere rappresentato da un punto interrogativo. Era Canonico della Congregazione di Santo Spirito in Venezia...e qui finiscono le notizie....Rimangono le sue musiche pubblicate a Venezia, citta leader in quel tempo della stampa musicale. Da qui si possono tratte conclusioni sull’opera polifonica del nostro attraverso le sue salomodie e antifone vespertine, attraverso i Contrapuncta in Inroitus Missarum a quattro voci e attraverso le sue messe a quattro e cinque voci. Tanto ci si poteva attendere da un canonico regolare...(G.N.V.)
(Malo, Vicenza, 24-VIII-1957)
Figlio di Severo, storico organista del Duomo di Malo, è avviato dal padre alla musica completando i suoi studi prima a Verona e poi a Venezia conseguendo i diplomi di Organo, Musica corale, e perfezionandosi in Composizione, Direzione e Didattica. Dal 1993 è titolare della cattedra di Esercitazioni Corali al “E. F. Dall’Abaco” di Verona dove avvia una intensa attività didattico-concertistica corale e orchestrale. Direttore di gruppi corali, vince numerosi concorsi e accentua la produzione di armonizzazioni e composizioni per coro e per l’infanzia, tenendo inoltre corsi come docente specialista nell’ambito corale, Trascrizioni e revisioni di opere classiche, composizioni di mottetti polifonici e di pagine ad uso liturgico completano il quadro delle attività.

(Fiesolo, ca.1325 -Firenze, 2-IX-1397)
Anche Landini, o Francesco il Cieco, o Francesco degli Organi.  In una famiglia di pittori e musicisti ebbe la sventura di diventare cieco in giovanissima età ma non per questo di non trasformarsi in un ottimo organista. Un organista degli albori si potrebbe dire visto il periodo di attività e la crescita di primi strumenti. Musicista e filosofo, umanista dai vasti orizzonti, compositore e organaro, lascia più di 150 composizioni quasi tutte profane essendo stata ritrovato ad oggi un solo triplum da un mottetto. Per 35 anni suonò a Firenze in San Lorenzo e lì fu giustamente sepolto per il suo rapporto con l’istituzione.
(23.10.1887-10.5.1966)

Allievo di Max Reger e di Karl Straube a Lipsia, ha studiato presso la Grossherzogliche Musikschule di Weimar. Kantor e organista, nel 1914 è stato il fondatore e il primo direttore del Bachchor di Mannheim, ha insegnato presso la Stadtischen Hochschule für Musik und Theater di Mannheim.
Ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della musica Liturgica in Germania.
Tra le sue opere troviamo improvvisazioni sui corali, preludi, alcune passacaglie, toccate e numerose raccolte di choral-vorspiele.
LEFFE (26 DICEMBRE 1911).
Figlio di gente modesta, contemporaneamente allo studio del pianoforte e dell'organo era impegnato nel lavoro quotidiano presso una industria tessile di Leffe, conseguendo il diploma in Santa Cecilia a Bergamo.
Per vent'anni è stato direttore del Premiato Corpo Musicaleoltre che maestro della sua amata Scuola di Canto "Santa Cecilia".

 
(Parigi, 1740 – Parigi, 1831)

Organista e compositore, allievo di Noblet (clavicembalo e organo), fu attivo in molte chiese parigine e al College de Navarre. Non solo destinate all’organo la sue composizioni. Troviamo infatti anche pagine per violino, per arpa, per coro, quaderni per la didattica e una commedia lirica. E’ autore de “L’annuaire de l’organiste”.

(Bari, 12-I-1711 – Napoli, 15-I-1788)

Fanciullo cantore a Bari, studiò a Napoli sotto Feo e Prota. Eccelse come operista nel genere buffo (infatti solo per poco tempo si dedicò al sacro come maestro di cappella a Roma in S.Maria Maggiore). Trasferitosi a Venezia nel 1751, collaborò in S.Marco con Galuppi prima di ritornare a Napoli per dedicarsi totalmente alla composizione e all’insegnamento. Una sinfonia e alcune pagine di musica sacra sono un nulla davanti ad almeno 50 opere liriche musicate su testi di librettisti di valore tra cui Metastasio e Goldoni che gli fornì la traccia della sua opera di maggior successo:”L’amore artigiano”

(Altamura, 21-II-1776 – Milano, 14-IX-1836)

Giuseppe Verdi (che lo ebbe come docente), aveva grande stima di questo musicista abituato a preparare gli allievi nella più ferrea conoscenza del contrappunto (si vedano le fughe pubblicate in “Organistica” quali esempi di approccio ottocentesco alla pagina strumentale e all’esecuzione alla tastiera dell’organo).Terminati gli studi a Napoli (conservatorio di Santa Maria di Loreto), fu maestro di cembalo alla Scala e docente del conservatorio milanese. Gradevoli alcune sue opere tra cui spiccano “Chi s’è visto, s’è visto” (1810), “Di posta in posta” (1808), “L’impostore avvilito” (1804), “La muta per amore” (1802) ed altre date con successo al teatro scaligero.

(Cinto Euganeo, Padova, 12-IX-1936)

Giunge alla musica nella maturità dopo aver svolto una carriera professionale in altri ambiti. Spinto e incoraggiato da Nicola Conci, fondatore e animatore dei “Minipolifonici”, si diploma in Direzione di Coro nel 1984 sotto la guida di padre Terenzio Zardini. Docente di Educazione Musicale, fonda e dirige per dieci anni il coro “La Sorgente” di Pinè, formazione femminile per la quale scrive ed elabora canti popolari e mottetti. Cantore e solista dell’Accademia Musicale di Trento, è stato direttore di coro e organista al Sacro Cuore di Trento. E’ autore ed elaboratore di canto popolare. Tra i suoi lavori, inoltre, si annoverano la “Messa all’antica  S.Cecila” a tre voci dispari e organo, salmi per l’anno liturgico, inni, canti assembleari e mottetti.
(Messina, 19-XI-1886; ivi 15-XI-1980)
Rosario Lazzaro si può certamente annoverare tre quelle figure di musicisti più innamorate della propria arte che della ricerca di onori e guadagni. Rampollo di una famiglia all'interno della quale da sempre si erano coltivati interessi artistici, fu presto introdotto dal padre Antonino nell'ambiente del teatro lirico che influenzò fortemente l'animo del futuro compositore.
(sec. XVI)

Anche Lehorteur o Hurteur. Non c’é che una labile traccia di questo compositore e sacerdote francese se non la sua presenza come canonico e magister puerorum in Saint-Martin a Tours intorno alla metà del XVI° secolo. Alcune sue messe ( a 4 voci) furono stampate in antologie d’epoca altre sono ancora in manoscritto. Molte altre opere sono d’incerta attribuzione.

(Laon, 1631 – Parigi, 1702)

Titolare a Parigi in St-Merry dal 1664 alla morte. Fu anche alla corte reale. Esperto in arte organaria, svolse un lavoro di “consulenza” presso le più prestigiose chiese parigine dove vi era la necessità di restauro o di manutenzione degli strumenti. Sono noti i suoi “Libri d’Organo” nei quali il musicista si rifà ai toni ecclesiastici giocando comunque sui classici colori degli strumenti francesi e fornendo agli esecutori istruzioni dettagliate sulle registrazioni e sull’agogica. Il suo terzo libro di composizioni si stacca stilisticamente dai primi due e tocca i temi popolari del natale, imitazioni e descrizioni del richiamo delle campane, alternanza dei manuali. Pur in un ambito di ben congegnata semplicità, tale modalità tastieristica troverà imitazioni in opere successive della tradizione francese.
Nato a Genova il 27 Luglio 1964, si è diplomato in Clarinetto e Composizioneal conservatorio "N.Paganini" della sua città ed in musica corale e Direzione di coro al Conservatorio "A.Vivaldi" di Alessandria.
Si è perfezionato nelle tecniche compositive di musica contemporanea, ha studiato Direzione d' Orchestra  e seguito corsi di Musica polifonica al conservatorio "G. Verdi" di Milano.
Per venticinque anni ha svolto attività didattica in vari ordini di scuole, dopo il superamento di due concorsi ordinari nei Conservatori di musica, ha scelto di insegnare al conservatorio "G.Nicolini" di Piacenza.
Romeo Lebole muore improvvisamente a Roma il 14 novembre 2010.
(Lione, 10/5/1697 – Parigi, 22/10/1764)
 

Alcuni musicisti ceciliani,  trassero, dalla sua produzione dedicata al violino, melodie di particolare dolcezza ed eleganza per trascriverle convenientemente all’organo. Il capostipite dei Leclair, Antoine, si trovò otto figli di cui sei furono violinisti. Jean- Marie fu il migliore. Ballerino e coreografo, fu spesso a Torino alla scuola violinistica di Somis ma anche per curare la messa in scena di opere curando danze e inventando  nuove coreografie per il Teatro Regio. Viaggiò per il continente europeo affermandosi sempre di più come compositore e facendo conoscere i suoi concerti per archi, le 48 sonate per violino e basso continuo, le sonate per violino e flauto “traversière” ( a Torino aveva frequentato anche Quantz, il grande flautista), le sue sonate in trio e l’opera scritta nel 1737 “Sei concerti a tre violini, alto e basso per organo e violoncello”. Nel 1748 lasciò la seconda moglie, Louise Russel, e iniziò a vivere una decadenza intellettuale che durò a lungo. Non voleva vedere nessuno. L’unica compagnia era il suo Stradivari del 1721. Pochissime le composizioni. Non si sa come e non si sa perché, lo ritrovarono in casa con il suo Stradivari sul petto e un coltello piantato nella schiena. (gnv)
(Liegi, 1914-Waremme, 1995)

Brillante allievo del conservatorio di Liegi, fu primo violino dell’ Orchestra Sinfonica di Parigi prima di iniziare una lunga carriera come solista e come membro di prestigiosi complessi di musica da camera. Professore di “Musique de Chambre” a Liegi  e docente di armonia all’ Accedemia d’Amay, lascia un notevole catalogo di composizioni per orchestra, per piano e strumenti, per chitarra, per fiati trattati con spirito e originalità. Fanno capolino alcuni delicatissimi brani d’organo di soave ispirazione liturgica.
(? – Magonza, 1612 ca.)

Austriaco, fu a Roma al seguito del cardinale Andrea d’Austria prima di traferirsi a Magonza al seguito di un altro primate austriaco. Polifonista, stampò ad Anversa nel 1594 una raccolta di madrigali e mottetti a 4, 5 e 6 voci. Sua anche una raccolta di inni sacri( Francoforte, 1607)e di canti liturgici per tutte le festività. Interessante il suo Rosetum Marianum a 3 voci.

(Parigi, 13-XI-1817 -  31/XII/1869)
Studiò organo  con Benoist al Conservatorio di Parigi, pianofortecon Laurent, composizione con Berton e Halevy.
Avviato alla musica da giovanissimo, a otto anni sostituiva già il padre all'organo di Saint-Roch, divenendone il titolare nel 1831, carica che mantenne fino al 1847 quando passò al Cavillè-Coll de La Madeleine. Dopo un breve periodo dedicato esclusivamente alla composizione, nel 1863 accettò nuovamente un incarico di organista titolare, questa volta al grandioso strumento di Saint-Sulpice, tribuna che occupò, nonostante le numerose sostituzioni per vla tubercolosi, fino alla morte che lo colse appena cinquantenne.
(Westerlo, 3- I -1823; Zemst, 30- I -1891)

E’ il più importante organista e compositore della scuola belga. Allievo di Adolf Hesse, scrisse e pubblicò trattati di didattica tra cui una importante scuola d’organo che rimase il tracciato scolastico per il mondo organistico ottocentesco e per quelle scuole che si rifacevano alla lezione bachiana e ai suoi epigoni. Molte le pagine che rimangono ancor oggi nei programmi concertistici nelle quali si denotano sapienza contrappuntistica e smaglianti sonorità destinate al grand’organo. Tra i suoi allievi
Charles-Marie Widor.

(Dezzo di Azzone 1735- Bergamo 1805)
Presumibilmente intraprese gli studi musicali a Bergamo. E' solo nel 1755 che i documenti accertano la sua presenza a Napoli, quale allievo di Nicola Sala in una scuola di Contrappunto tanto prestigiosa da richiamare allievi dall'Europa intera.
Ritornato a Bergamo all'età di 25 anni, fu nominato Vicemaestro della Cappella di S.Maria Maggiore, per la quale lascia oltre 350 brani per lo più sacro-liturgici. 
(San Vito dei Normanni, 5 agosto 1694 – Napoli, 31 ottobre 1744)

Uomo simbolo della scuola napoletana, fu organista alla Cappella Reale di Napoli e maestro di cappella alla Chiesa di Santa Maria della Solitaria (1717). La sua fu una vita sostanzialmente dedicata alla composizione e, insieme ai colleghi Durante, Feo e Alessandro Scarlatti, diede vita ad una scuola di altissimo profilo artistico ed estetico dove la bellezza dell’espressione rimane una costante fondamentale di ogni pagina presentata. Rimangono nella memoria le sue serenate e i suoi drammi teatrali, punto di riferimento di due grandi allievi quali Niccolò Jommelli e Niccolò Piccinni.

Scheda al momento non disponibile
(Camino al Tagliamento, Udine, 22-XI-1921; ivi 2004)
Compositore e didatta inizia gli studi musicali alla Scuola “S. Cecilia” di Udine per poi proseguire a Roma e al “Marcello” di Venezia dove si diploma in Pianoforte, Musica Corale e Composizione sotto la guida di G. F. Malipiero. Lavora all’estero per circa venti anni e rientra a Venezia nel 1970: al conservatorio insegna Canto corale ed è maestro sostituto al Teatro La Fenice. In seguito dirige i conservatori di Pescara e Palermo prima di rientrare definitivamente a Venezia. Direttore della “International Kodaly Society” di Budapest, etnomusicologo, cultore di musica liturgica, attivo organizzatore di rassegne e convegni, è anche compositore dalla vena calda e appassionata. Tra i brani più noti ed eseguiti, nella struttura per soli, coro e orchestra: “Oratorio Pasquale”, “Missa Hodie Christus Natus Est”, “Le Sette Trombe dell’Apocalisse”, “Le Trombe di Gerico”, “I Sette Vizi Capitali” e il “Requiem” per la commemorazione del terremoto in Friuli.
(Chiusa Sclàfani, Palermo, 21-VIII-1943)
Ordinato sacerdote il 28-VI-1969, guidato da Turi Belfiore si diploma in Strumentazione per Banda (1975) e in Composizione (1977) presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo. Subito viene chiamato ad insegnare presso lo stesso istituto, carica che si assomma a quelle di maestro di cappella del Duomo di Monreale e di Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano. Il suo lavoro fa lievitare formazioni corali e giovani musicisti siciliani che si dedicano numerosi alla musica sacra. Dopo una visita del Santo Padre e le celebrazioni a Siracusa, viene fatto il suo nome come Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” e viene nominato nel maggio del 1997 succedendo a Domenico Bartolucci. La sua nutrita produzione musicale comprende messe, mottetti, inni e pagine liturgiche che esprimono la ricerca di interpretazione e attuazione della riforma liturgica del Concilio Vaticano II°. I
(Roma, 5/3/1967)

Organista e concertista. Ha studiato nella sua città al “S.Cecilia” con Luigi Celeghin e si è perfezionato con Stembridge, Lohmann e Radulescu. Cantore della Sistina sotto Domenico Bartolucci, ha insegnato al “Bellini” di Catania prima di passare al conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto. E’ organista della Basilica di S.Pietro in Vaticano, della Cappella dei Santi Martino e Sebastiano della Guardia Svizzera Pontificia, delle Udienze Generale del Papa e della chiesa di Santa Maria dell’Orto in Trastevere.

(Vienna, 1801, - ivi, 1887)
Dotato di ricca fantasia e di costruttiva inventiva musicale, dedicò molte delle sue opere al pianoforte, ma non manca nel suo catalogo un ampio numero di pezzi destinati all’harmonium. Numerose sono la trascrizioni di pagine  popolari provenienti dall’opera e interessante il suo lascito didattico con lavori teorici. Alcune sue raccolte per pianoforte, vennereo favorevolmente recensite da Schumann. (mr)

(1860-1920)
Compositore , ultimo di una prestigiosa famiglia di organari pavesi.

è laureato in Composizione, diplomato in Composizione, Direzione d'Orchestra, Strumentazione per banda, Musica corale e Direzione di Coro, Contrabbasso e Didattica della Musica. Ha seguito corsi con i Maestri Acciai, Berrini, Foti, Graden, Pfaff, Manzoni e Scattolin. Vincitore di svariati concorsi di Composizione, ha inciso Cd per la Bongiovanni e la casa francesce K617.
Nel 2003
 
(1811- 1886)

Grande musicista dalla realtà umana e musicale complessa. Lo stereotipo è quello dell’atleta del pianoforte, la storicità è quella del grande compositore inventore di una tecnica pianistica pressoché irraggiungibile, inventore del poema sinfonico espresso in tredici opere di spiccata fattura orchestrale, autore di opere sinfonico corali e di musica sacra organistica e vocale. C’è un mondo intorno a quest’uomo il cui ritratto umano è fortemente contraddittorio. Scrissero di lui:” Showman, eroe, colui che inchiodava al loro posto, di muta ammirazione, gli spettatori. Tutto giocava a suo favore: il bell’aspetto, il fascino magnetico, l’energia e la tecnica formidabile, la sonorità senza precedenti e l’opportunismo con cui si prestava a soddisfare nella maniera più cinica, i gusti del pubblico. Possedeva quel quid imponderabile che impone un’atmosfera. Prima di lui i pianisti avevano tenuto le mani vicino alla tastiera e avevano suonato col polso e le dita invece che con il braccio e con la spalla. Egli stabilì una volta per tutte il genere di pianista che fa sfoggio di bravura virtuosistica, il pianista che entra altezzoso in scena, costringe all’assoluto silenzio, leva in alto le mani e aggredisce lo strumento. Non aveva uguali, dicevano i musicisti. Diventò tutto: compositore, critico, letterato, dongiovanni, abate, maestro, simbolo e alla fine patriarca della musica. Grande intelligenza musicale, una delle più notevoli della storia. Gentile e generoso quanto arrogante e capriccioso. Era vano e sentiva il bisogno di essere sovente adulato. Sì, fu tante cose agli occhi degli altri e il risultato fu che pochissimi lo videro in tutti i suoi poliedrici aspetti. Forse neppure lui ci riuscì.”
Noicattaro, (1965)

Si è diplomato in Composizione (con il massimo dei voti) e in Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio “N.Piccinni” di Bari; si è, inoltre, diplomato in Strumentazione per Banda presso il Conservatorio “G:Rossini” di Pesaro.
Si è perfezionato in Composizione con i maestri G.Manzoni, S.Gorli e D.Ghezzo, in direzione d’orchestra con i maestri N.Samale e R.Duarte; ha, inoltre, studiato musica elettronica con A. Di Scipio.
Ha insegnato composizione presso i Conservatori “U.Giordano” di Foggia e N.Piccinni” di Bari; attualmente insegna Armonia Complementare presso il Conservatorio “E.R.Duni” di Matera.
Ha diretto l’ensemble di musica contemporanea “Laboratorio ‘900” presso l’associazione musicale “Il Coretto” (Bari), con cui ha partecipato a numerosi concerti alla presenza dei maggiori compositori italiani.
Nel ’91 ha fondato il Coro Polifonico “Il Setticlavio”, che tuttora dirige.
Crispiano (TA), 8 aprile 1972

Allievo di M. Gianfreda, M. Della Sciucca e S. Chinca, ha conseguito le lauree in Composizione, Musica corale e Direzione di coro (Conservatori di Lecce e Monopoli), ed ha seguito i corsi di perfezionamento per Direttori di coro di M. Berrini e S. Manzo. Affianca alla intensa attività di direttore di coro quella di compositore e vanta molte esecuzione di suoi lavori. Scrive su riviste a diffusione regionale e nazionale e tiene seminari e conferenze per varie Istituzioni.

Tra i suoi riconoscimenti: Premio “R. Lo Polito” al 1° Concorso Nazionale di Composizione Corale Sacra di Foggia (2004) con il brano”O gloriosa Domina” per coro a 4v. miste e organo , 3° Premio (2° e 1° non assegnati) all’ 8° Concorso Nazionale di Esecuzione e Composizione “Onde Musicali” di Taranto (2007) con la lirica per voce e pianoforte “in me smarrita ogni forma” su testo di S. Quaismodo, 3° Premio (1° non assegnato) al 6° Concorso Internazionale di Esecuzione e Composizione “V. Martina” di Massafra (Ta) (2008) con la lirica per soprano, flauto e pianoforte “Noctis umbrae” su testo i J. Tusiani.

Suoi brani sono stati pubblicati da Setticlavio Edizioni di Salerno ed Edizioni Carrara di Bergamo. Attualmente collabora con l’Associazione Musicale “Caelium” di Ceglie Messapica (Br) e con il Laboratorio di Vocalità Rinascimentale del Conservatorio di Monopoli., dirige la Corale “Santa Barbara” della Scuola Sottufficiali Marina Militare “L. Bezzi” di San Vito (Ta) ed il coro “Harrmonici concentus” di Crispiano da lui stesso fondato nel 1997.

(Macerata 7-IV-1902; Bologna 21-X-1964)
Si diplomò con L. Cozi in pianoforte al Conservatorio di S. Cecilia in Roma (1923); in questo Conservatorio fu poi allievo di R. Renzi per l'organo (diploma nel 1926) e di O. Respighi per la composizione (diploma nel 1927).
Passò poi attraverso una serie di esperienze didattiche e professionali: direttore e docente di pianoforte del Liceo Musicale di Pescara nel 1928, insegnò poi in quello di Venezia dal 1931 e dal 1940, in seguito a concorso, fu titolare di fuga e composizione al Conservatorio di Palermo.
Nel 1942 si stabilì definitivamente a Bologna. Nel Conservatorio di questa città ebbe la cattedra di fuga e composizione, fu poi reggente e vicedirettore e infine, dopo aver tenuto la direzione dei Conservatori di Pesaro (1953-59)  e Parma (1959-63), ne divenne direttore.
L'attività musicale e creativa del Liviabella, moderna e personale, pur sulla strada tracciata dal suo maestro Respighi, fu spesso premiata con riconoscimenti ad alto livello a cominciare dal Premio delle Olimpiadi di Berlino del 1936 e il diploma d'onore del "Comitato Internazionale per l'Unità e l'Università della Cultura" (1962).
(Bergamo 1970)
Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio "G:Verdi" di Milano, conseguendo i diplomi di pianoforte, composizione, musica vocale e direzione di coro. In seguito ha frequentato i corsi di perfezionamento dell' Accademia Pianistica di Imola.
Ha ottenuto premi e riconoscimenti in diversi concorsi nazionali e internazionali ed è  vincitore del 3° concorso Internazionale europaeo "New Music for new Pianist" di Pescara '96.
E' docente di pianoforte presso la scuola media ad indirizzo musicale di Curno (Bg) e della Nuova Polifonica Ambrosiana di Milano.
(Exeter, 1630 – Londra, 1677)

Uno dei più rinomati compositori inglesi del suo tempo. Scrisse intermezzi, musica sacra e musica strumentale. Organista a Londra della regina Caterina, è l’autore di “Melothesia” (Londra, 1673), un trattato sul basso continuo, con istruzioni sugli ornamenti. Tra gli esempi musicali figurano alcune brevi composizioni per cembalo di musicisti a lui contemporanei come Preston e Roberts, e sette suoi brani per organo: 4 brevi fughe (non superano le venti battute); una entrata, dove ad un passo accordale segue un fugato; un “voluntary” per organo a due tastiere, in dialogo ed in eco alla maniera degli organisti della Germania Settentrionale; ed infine una toccata il la. Locke pare apprezzare gli intervalli alterati e la imitazione, che colloca, in genere, nella seconda parte del pezzo e ancor più verso la fine. Per chi ama le cosiddette “voluntaries”, è da sperimentare. (gr)
Scheda al momento non disponibile
(Loebeyun, Sassonia, 30/11/1796 – Kiel, 20/4/1869)

Fu il massimo rappresentante della “ballata” dell’800 tedesco. Quasi 370 pezzi destinati alla voce e al pianoforte su testi poetici di ascendenza romantica, spesso utilizzanti lo schema strofico variato. Fu organista a Stettino dal 1820 al 1866 alla Jacobikirche ed insegnante presso il ginnasio locale. Tra trattati teorici, pagine per pianoforte, sinfonie e ouvertures ormai dimenticate rispetto al successo delle ballate, spunta una pagina d’organo curata e pubblicata da Wilhelm Krumbach. Pagina di sapore severo e meditativo, venne stampata nel 1848, quale “omaggio al defunto maestro Rinck, con contributi originali dei suoi amici estimatori”. Per l’accuratezza e il gradimento da parte degli organisti, e per l’approccio tecnico non difficoltoso nel percorso contrappuntistico, questo preludio nella tonalità di mi minore, fu rieditato già nel 1864 per i tipi dell’editore Schott di Magonza.
(1710 ca.-?)

Scarsissime le notizie su questo compositore inglese che il Beckmann colloca nato attorno al 1710 ma anche qualche anno dopo tale data. Lo si sa organista a Londra nel 1745 mentre sono editorialmente datate le sue  “Lessons & Voluntaries  for the Harpsicord or Organ” dalla piacevolissima scrittura, ascritte al 1770.

Aosta, 1959

Ha conseguito i diplomi di Musica Corale e Direzione di Coro, di composizione e di Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino. Ha successivamente frequentato corsi di perfezionamento di Composizione col maestro Donatoni e di Direzione d’Orchestra coi maestri Bloreau e Schelle.

Autore soprattutto di musica da camera e vocale, ha avuto esecuzioni di suoi brani in Italia e all’estero. Dal 1990 dirige la “Chorale de Valgrisenche”, con la quale esegue un vasto repertorio, dal polifonico al popolare, dedicandosi in particolare alla ricerca e all’elaborazione di canti appartenenti alla tradizione valdostana, di altre regioni italiane e straniere e alla composizione di brani originali.

Dal 1994 al 1998 è stato Presidente della Fondazione Istituto Musicale della Valle d’Aosta.

Parallelamente agli studi musicali ha condotto quelli universitari, conseguendo la Laurea in Lettere con indirizzo filologico-musicale. E’ docente di Lettere presso un Liceo Tecnico di Aosta.

(Guastalla, 1/1/1977)

E’ Presidente dell’ Associazione Giuseppe Serassi dal 2001 e fondatore delle collane “Antichi organi mantovani” e “Collana d’arte organaria”. Numerosi i saggi scientifici e le monografie sulla storia e il restauro degli organi storici. Consulente del Ministero per i Beni Culturali (Direzione Regionale di Milano per la tutela degli organi), ha collaborato al restauro di diversi strumenti in Lombardia e in Emilia Romagna. Ha studiato organo, composizione e musicologia liturgica presso l’Istituto di Musica Sacra di Reggio Emilia, al conservatorio di Parma e alla Pontificia Università Lateranense. E’ organista titolare del Duomo di Guastalla dove siede alla consolle dello storico organo settecentesco “Giuseppe Serassi”. Ha all’attivo incisioni discografiche e pubblicazioni di musica liturgica.
(Milano)
Diplomato in Pianoforte e Composizione al Conservatorio "Giuseppe Verdi". E' docente di Composizione al Conservatorio di Milano.
Attivo come concertista e compositore, collabora regolarmente con la Compagnia marionettistica "Carlo Colla e figli". Nel 1995 ha fondato il Laboratorio per la Ricerca sul Suono (LaRiS).
E' autore di numerosi scritti di carattere saggistico, critico, scientifico, letterario e divulgativo.

(1833 – 1909)

Organista e compositore di scuola belga( fu allievo di Lemmens), fu professore d’organo strumento per il quale scrisse numerosi studi destinati alla preparazione degli allievi francesi e parigini dell’ epoca ( oltre a numerose pagine di carattere liturgico e più facilmente accessibili agli organisti del tempo). Fu titolare alla Basilica Nazionale di S. Geneviève oggi Panthéon di Parigi.

(1945)

SCHEDA IN PREPARAZIONE

Scheda al momento non disponibile
(Czestochowa 1968)
Allievo di Tadeusz Paciorkiewiez presso l'Accademia di Varsavia ove ha compiuto gli studi musicali, presiede dal 1992 la Congragazione di musica Sacra della Polonia. Sue composizioni sono state eseguite in numerosi festival di musica religiosa.
(Firenze, 1632 – Parigi, 1687)

Musicista e carrierista. Su di lui si può leggere un gustoso saggio in “Scampoli di musica” di Gian Nicola Vessia, edito da Carrara. Ballerino e melodista attento alle mode entrò al servizio di Luigi XIV innescando tutte le malizie di un italiano alla ricerca della carriera all’estero. E la fece. Talentuoso compositore di balletti, fu sovraintendente e compositore della camera reale, direttore dell’ Academie Royale de Musique e fondatore del teatro lirico francese dove all’attenzione alla parola cantata si assomma il ruolo del coro, del ballo, dell’impianto spettacolare, della discorsività orchestrale a cominciare dalla dignità dell’ouverture dispiegata in un largo iniziale e in un allegro fugato sequenziale. Per la corte si faceva anche musica religiosa con mottetti di rara finezza e sapienza costruttiva che Lully sapeva concepire nella giusta misura.”Armide” il suo capolavoro insieme al “Thésée”, al “Roland”, e al “Persée”, tutte opere scritte in circa un decennio, tra il 1674 e il 1685. I suoi amici si chiamavano: Corneille, Racine e Molière per il quale musicò “Il borghese gentiluomo”.
(Porto di Mezzo di Signa, Firenze 1791; La Verna 15-VI-1858)

Il padre Sobriello Luti, anch’egli musicista, lo avvia sin da piccolissimo allo studio della musica. A soli quindici anni veste l'abito francescano quale novizio nel Santuario della Verna, dove nel 1807 ha la sua professione solenne. La padronanza della tastiera dell’organo di questo giovanissimo adolescente, porta subito i suoi superiori ad affidargli l’incarico di organista del Santuario. Dopo la sua Consacrazione Sacerdotale, con il benestare dei suoi superiori, ottiene di perfezionarsi in composizione, organo e pianoforte. Si trasferisce a Lucca nel convento di S. Francesco, e qui segue le lezioni di composizione con il canonico Marco Santucci. Dopo l’esperienza trascorsa a Lucca, padre Luti, forse proprio su indicazione dello stesso maestro, si trasferisce a Napoli per perfezionarsi ulteriormente con il celebre maestro Nicola Zingarelli.
La musica di Padre Luti è tipica del suo tempo, risente degli influssi teatrali del melodramma sia nella scrittura che nella scelta dei registri dell’organo. Riconosciuto compositore di talento ed apprezzato esecutore all'organo ed al pianoforte, fu anche valido insegnante.
(Ferrara, 1545 – ivi, 1607)

Autore di ricercari e di madrigali di raffinata cultura poetica e di indagine armonico - espressiva che ne metteva in luce il talento innovativo. Maestro di cappella della sua città natale, visse al servizio di Alfonso II d’Este. A corte si organizzavano i “Concerti delle Dame” che creavano scalpore per la figura femminile che animava le serate di corte. Venivano, infatti, regolarmente scritturate artiste che cantavano i madrigali di Luzzaschi in un’ incantevole mistura di vocalità accompagnata da cembalo, arpa e viola da gamba. Si esibivano:Laura Peperara, arpista e voce suadente, Anna Guarini, figlia del poeta Giambattista, Livia d’Arco. Abbelliti da gesti di danza, gli incontri passavano sotto il nome di “Concerto secreto di Margherita Gonzaga”. Ne parlavano tutti. Andò disperso il libro che raccoglieva il repertorio di quelle magiche serate tranne che per alcuni brani del buon Luzzasco che ne perpetuano la memoria. Tra i meriti del musicista ferrarese vi è quello di aver avviato ed educato alla musica un giova e poi illustre concittadino : Girolamo Frescobaldi. (gnv)