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(Pfalzel, 9-XII-1924; Lussemburgo, 30-V-1885)
In genere quando un papà fa di professione il sacrista e l’organista, il figlio difficilmente fa il chimico. Quindi è facile ritrovare un ragazzo di brava gente studiare nel seminario di Brno prima di diventare organista di Treviri. Poi la carriera ti porta ad insegnare musica nel seminario di Lussemburgo dove diventi, nel 1861, anche ufficialmente professore. E per essere coerente col cammini intrapreso, il buon Oberhoffer fonda il periodico “Caecilia”, tanto per non smentire la propria identità musicale e religiosa. Mancava solo una nomina: organista titolare della chiesa di San Michele in Bruxelles. Arrivò anche quella. Il compositore non rimarrà sulla prima fila degli scaffali. Messe, mottetti e qualche pezzo per organo. Qualche libro di didattica per pianoforte, un trattato di armonia e di composizione, e naturalmente uno scritto dedicato alla scuola dell’organista cattolico. Non poteva mancare. (g.n.v.)
(Gand, 1458 – Ferrara, 1505)

Il mondo polifonico quattrocentesco lo considerava il miglior musicista del suo tempo per la capacità tecnica di strutturare il percorso della composizione sul cantusu firmus. Tinctoris fu il suo più grande estimatore e lo mette a capo di quella scuola fiamminga tesa ad un simile progetto compositivo. In realtà l’apparizione di Josquin e la semplificazione formale di Gaffurio fecero presto decadere questo tema di ingegneria contrappuntistica che rimane comunque nella storia per quello che allora appariva un processo innovativo. Scrisse messe, mottetti e qualche canzone profana lavorando tra le Fiandre e l’Olanda. Invitato alla corte di Ferrara, vi morì nel corso di una pestilenza nell’estate del 1505.

(14-VIII-1883; Šempeter In Sav, 1950)

Dopo aver completato la scuola elementare di Šoštanj, nel 1901 si dipomò in organo a Celje. Tra il 1901 e il 1903 fu organista a Gornji Grad per poi diventare insegnante di canto in un seminario francescano nonchè direttore di coro a Sinj, in Dalmazia. Dal 1911 al 1913 fu direttore di coro e organista presso la chiesa parrocchiale della città di Sisak. Nel 1913 tornò ad assumere il precedente lavoro nella città di Sinj nonchè l'incarico di capobanda dell'orchestra locale e insegnante di canto al liceo. Durante la guerra, nel 1915, per otto mesi, ha guidato la banda militare di recente costituzione in Sisak, poi tornare definitivamente a Sinj.
Come compositore ha composto prevalentemente musica vocale e strumentale. Le sue composizioni sono state pubblicate in varie riviste e raccolte.
(Castiraga Vidardo, Lodi 8-XII 1887; Milano14-IX-1972)
Diplomato in organo e composizione al Conservatorio di Milano divenne organista della basilica di S. Ambrogio di Milano nel 1914 e insegnante di pianoforte al Collegio cittadino di S. Carlo.
Il suo stile facile ed elegante fu sempre apprezzato sia nei gustosi pezzi per organo come nelle composizioni vocali, particolarmente nella “Messa popolare Cantate Domino” a 1 voce di popolo (Ed. Carrara), universalmente conosciuta nei decenni prima della riforma conciliare.

(Siena 1788-1871)
Compì gli studi musicali con i fratelli Deifebo ed Ettore Romagnoli.
Divenne maestro di cappella nella basilica di Provenzano e maestro di solfeggio e canto nella scuola annessa alla cappella musicale di Provenzano.


Maria (Azcoitia, 19-XII-1980 – San Sebastian, 29-IV-1956)

Figura di rilievo della musica sacra spagnola nella prima metà del ‘900.
Gesuita, organista, direttore di coro, didatta e compositore, studiò con Arregui, Goigoechea , Mocquerau (paleografia) e Pedrell (etnografia). Saggista e direttore di riviste di musica sacra, compilatore di raccolte sulla musica organistica iberica, scrisse saggi anche sul canto popolare della sua terra.Diresse il Conservatorio Nacional de Musica tra il 1940 e il 1951. Fu organista della basilica di Loyola.

(Bologna, 8-IX-1736 – Torino, 26-IV-1727)

Discepolo di padre Martini, divenne una importante figura dell’Accademia Filarmonica. Quanto uomo di successo ai suoi tempi così fu altrettanto velocemente dimenticato post mortem. Fu il successore di Quirino Gasparini alla cappella musicale di Torino dove lavorò molto nel genere sacro (46 messe). Molti sono anche i suoi lavori per il teatro stilisticamente proveniente dalla scuola napoletana. Tra le sue opere spicca, almeno come curiosità, una “Clemenza di Tito” su testo di Metastasio.

(Bilbao, 26/10/1719 – Madrid, 28/10/1789)

Suonò a Burgos e a Bilbao, mettendosi in luce come buon organista. A metà ‘700 lo si ritrova come maestro alla corte di Ferdinando VI a Madrid. Poi alcune notizie datano la sua presenza come organista alla chiesa madre di Toledo nel 1754. Qui finiscono le notizie su di lui e dobbiamo confrontarci con le sue composizioni dove si collocano alcune fughe, alcune sonate, alcuni minuetti con la destinazione organistica o clavicembalistica.