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SOMMA Bonaventura
(Chianciano, Siena 30-VII-1893; Roma 23-X-1960)
Studiò al Conservatorio di Roma con R. Renzi (armonia), C. Dobici (contrappunto e fuga), S. Falchi e O. Respighi (composizione).
Il maestro svolse l’attività musicale in varie direzioni. Cominciò come direttore di Cappella nel santuario di Pompei dal 1911; per un anno fu a Parigi a dirigere i Ballets Russes (1922-23). Tornato a Roma suonò l’organo nella chiesa dei valdesi di piazza Cavour, diresse i cori di S. Luigi dei Francesi, dell’Accademia di S. Cecilia (dal 1926) e dell’Augusteo. Dal 1939 fu titolare di composizione polifonico-vocale al Conservatorio di S. Cecilia.
Tenne concerti con i suoi cori in Europa e in America.
B. Somma coltivò anche il campo delle ricerche storico-musicali, trascrivendo un vistoso numero di capolavori della classica polifonia.
Composizioni tipiche del maestro romano: “Canti di un’anima”, 9 liriche religiose a 1, 2, 3 voci su versi di S. Teresa del Bambin Gesù; 4 Messe da Gloria (tra cui “Missa in honorem S. Mariae Visitationis pauperum” a 3 voci miste); 2 Requiem; “Ave Maria” in due disposizioni vocali a 4 voci, virili o miste, dedicata al Quartetto vocale romano; altra “Ave Maria” a 4 voci miste.
Scrisse anche un certo numero di colorite pagine organistiche.
Bonaventura Somma fu un musicista; un musicista dotato, preparato, completo e aggiornato; un fiore all’occhiello della musica in chiesa nei decenni che seguirono il Motu proprio di Pio X.
Musica signorile, ma sempre cordiale e mai astrusa pur nella modernità; non “ceciliana”, ma aperta ad orizzonti culturali e spirituali amplissimi, propri degli artisti che respirano grande.